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Staminali: Obama, almeno tu nell’Universo

 

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                                                                                                                                                    La notizia mi arriva all’indomani della presentazione del mio libro Staminalia al Festival delle Scienze di Roma: Barack Obama, intervistato dalla Cnn a tre giorni dal suo insediamento, conferma di essere intenzionato – con o senza il Congresso – a sbloccare i finanziamenti pubblici per la ricerca sulle cellule staminali embrionali. Con l'aiuto generoso di Telmo Pievani, ho appena finito di spiegare al pubblico dell’Auditorium (e a me stesso) cosa c’entrano le staminali con l’Universo, protagonista di questa edizione del Festival. Semplice: senza libertà di ricerca, né l’uno né le altre avrebbero avuto alcuna possibilità di essere conosciuti a fondo. Per scoprire che viviamo in un universo infinito, multiforme e bizzarro ci sono voluti secoli di studi e uomini come Galileo, che hanno insistito nel loro cammino, malgrado l’opposizione di istuzioni conservatrici come la Chiesa cattolica. E per sapere se le cellule staminali rappresentino davvero la rivoluzione medica per le malattie incurabili che tutti ci aspettiamo, non c’è che un solo modo: fare ricerca, ricerca e ancora ricerca, in tutte le possibili direzioni. Obama sembra esserne cosciente: e mentre tutti già si affollano ad accusarlo di non mantenere le promesse (come quella sulla chiusura immediata del carcere di Guantanamo), lui conferma di avere, su questo argomento, le idee decisamente chiare. Almeno lui, nell’Universo.