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Quando il sesso è pura poesia

Photogallery

PHOTOGALLERY della mostra Seduced: Art and Sex from Antiquity to Now

Va’ porno-pensiero – un mio articolo su filosofia e pornografia

Michael Nyman e i Sonetti_lussuriosi di Aretino Marina Wallace per il Guardian 

Andy Warhol, "Kiss", 1963 e   "Blowjob", 1963 (filmati) –  Così la Bbc ha parlato della mostra

Vietata ai minori di 18 anni. È la prima volta per una mostra d’arte. Accade in un luogo referenziatissimo, la Barbican Art Gallery, a Londra, nel cuore della City, e per la cura di due autorevoli studiosi, Martin Kemp e Marina Wallace, noti, oltre che come accademici, per Artakt, il centro che negli ultimi anni ha prodotto le più importanti mostre sui rapporti tra arte e scienza.

Una su Mendel a Brno (The Genius of Genetics), un’altra su mente e cervello (Head-On: Art with the Brain in Mind) allo Science Museum di Londra, e Spectacular Bodies: The Art and Science of the Human Body from Leonardo to Now, alla Hayward Gallery.

Seduced: Art and Sex from Antiquity to Now (Sedotti: arte e sesso dall’antichità a oggi) è nata da una costola di quest’ultima, a partire dalla sezione in cui si esaminava l’influenza diretta che ebbero sull’arte, a cavallo tra ‘800 e ‘900, gli studi psichiatrici sull’isteria femminile (curata con i primi rudimentali vibratori), ingigantendosi fino ad assumere, in cinque anni di preparazione, una fisionomia del tutto nuova, rigorosa e decisamente provocatoria. Seduced, con le sue 300 opere di 70 artisti di ogni epoca e ogni civiltà (tra gli altri, Nobuyoshi Araki, Francis Bacon, Jeff Koons, Robert Mapplethorpe, Pablo Picasso, Rembrandt, Andy Warhol, Man Ray, Louise Bourgeois) appare soprattutto come una mostra d’arte, ma parla implicitamente anche di molto altro: di questioni giuridiche, estetiche, morali, scientifiche. La scienza è presente nel contesto dei numerosi incontri, discussioni, happening teatrali e musicali, balli, cene e ironici striptease che la accompagnano fino alla chiusura, prevista per il 27 gennaio: grande successo hanno avuto la serata sulla sessualità delle piante, gli incontri su orgasmo maschile e femminile e sul ruolo dei diversi sensi durante il rapporto sessuale.

Nel cuore della mostra, in una piccola sala, scorrono le immagini del Kinsey Institute for Research in Sex, Gender and Reproduction, intitolato all’entomologo Alfred Kinsey (1894- 1956) che con acribia scientifica raccolse e catalogò un preziosissimo repertorio di immagini sui comportamenti, le posizioni, le preferenze e le fantasie sessuali della gente comune. Sono reperti scientifici o immagini artistiche? È una bella domanda, che si lega – come quella più generale sulla distinzione tra arte e pornografia – alla questione della loro accettabilità pubblica, della loro possibile oscenità o all’eventualità di offendere la suscettibilità di qualcuno o di un più generico comune senso del pudore.

Questi problemi sono stati affrontati preventivamente, con molta serietà, dai curatori e dallo staff del Barbican. In alcune di quelle immagini prevale l’aspetto meramente anatomico e ciò le rende magari istruttive ma certo poco gradevoli. Altre invece, proprio nel rappresentare in maniera diretta l’atto sessuale, rivelano una autentica vena creativa, unita a una sorta di necessità di cogliere gli aspetti più poetici in ciò che generalmente viene considerato semplicemente volgare. Per far passare alcune foto di questo tipo, sconce ma poeticissime, Marina Wallace racconta di aver fatto appello direttamente al Kinsey Institute per avere una sorta di certificazione anche della loro artisticità. Le è stato risposto che, per loro, anche quelli erano solo asettici documenti di carattere scientifico, e null’altro.

Ebbene, la mostra, nel suo complesso, è una confutazione plateale di questo assunto. È significativo che proprio le rappresentazioni della gente comune, e in generale la produzione dilettantesca di immagini erotiche, sia così in sintonia con quella degli artisti che da duemila anni rappresentano il sesso – pubblicamente o segretamente, a seconda delle oscillanti fortune della censura – nella maniera più chiara, più diretta, e, quindi, più commovente e poetica. Lo si vede nei "gabinetti segreti" di Napoli e del British Museum, che insieme alle antiche stampe cinesi e giapponesi per la prima volta propongono insieme tutte le rappresentazioni del sesso nell’antichità. Si scopre poi che il Kamasutra ha poco a che fare con le posizioni con cui spesso lo si identifica, ma che è invece un manuale prescrittivo per giovani sposi, e che ben più importanti, nella storia dell’erotismo, e soprattutto della censura, sono invece le «posizioni», o I modi, di Giulio Romano, trasformati in incisioni da Marcantonio Raimondi e tradotte nel 1525 nei Sonetti lussuriosi da Pietro Aretino. Diversamente dalle tante altre raffigurazioni erotiche o sconce del Rinascimento, legittimate da elementi mitologici o divini (una scelta è proposta da Martin Kemp), qui sono rappresentati solo un uomo e una donna che fanno tutto da loro, in nome del semplice piacere sessuale. Fu questo uno degli elementi, insieme al fatto che si suggerivano posizioni non canonicamente ammesse, che portò alla censura ecclesiastica e alla distruzione quasi totale di quelle opere. La censura rimase assai attiva nei secoli seguenti, ma non impedì a molti artisti di coltivare in segreto la propria creatività erotica, come testimoniano, ad esempio, i disegni di un taccuino di Turner. Negli ultimi decenni, che hanno visto crescere enormemente la diffusione di immagini di sesso esplicito nella società, con la conseguente erosione della distinzione tra arte e pornografia, il gioco si è fatto più esplicito. La mostra proietta, tra l’altro, due filmati di Warhol, Kiss e Blowjob, del 1963. Quest’ultimo riprende la testa di un uomo durante 41 minuti di sesso orale. Gli risponde, a mo’ di omaggio ma anche per proporre una riflessione sull’orgasmo femminile, k r buxey, con Requiem, dove lei stessa si fa riprendere nella medesima situazione per 39 minuti. Secondo l’artista inglese non ha più senso accanirsi genericamente contro la pornografia, ma bisogna semmai cercare di definire tra buona pornografia e cattiva pornografia. Quella cattiva, anzi mostruosa, implica violenze e umiliazioni, magari coinvolgendo bambini. Ma proprio Seduced è un ottimo esempio della consapevolezza dei limiti entro cui è possibile mostrare il sesso esplicito nel rispetto di tutti. Con altrettanta chiarezza riconosce che vi è una grande variabilità storica e culturale nei modi in cui ci si può ritenere offesi da immagini di questo tipo. Nel 1979, ricordano i curatori, al più importante filosofo morale inglese, Bernard Williams, il governo chiese di stilare un rapporto su oscenità e censura. Ne concluse che non è osceno ciò che non è ritenuto tale da «una persona ragionevole». Per il resto vale il principio liberale per cui è lecito tutto ciò che non produce un danno ad altri. A rigore, l’arte contemporanea può anche far male. A Londra, l’installazione in corso alla Tate Modern – una lunga crepa che attraversa l’enorme salone di ingresso – ha già ferito una quindicina di visitatori. La mostra del Barbican, alle migliaia di persone che continuano a frequentarla, per ora sembra aver procurato tutt’altro che danni.

Il Sole-24 Ore Domenica, 2 dicembre 2007

  • Cesare |

    Ciao Armando,
    ho scoperto da poco questo tuo spazio e per un giovane assetato di filosofia come me non può che fare piacere. “A causa” del tuo post precedente oggi ho acquistato il libro Platone e l’ornitorinco. E’ fantastico! Cercavo da tanto un libro del genere, infatti molte delle cose di cui parli nel post precedente già le conoscevo: sono un grande estimatore di Allen e Luttazzi e amo l’umorismo alto di cui tu parli. Volevo solo consigliarti una cosa: gli allegati che inserisci qui sul blog, salvali in un formato aperto a tutti: pdf, odf, e via dicendo, perchè altrimenti utenti che non dispongono di Microsoft Office non possono usufruire dei tuoi contenuti. Se non ne sei ancora a conoscenza, ti inviato a documentarti sull’argomento Open Source, che ha anche carattere filosofico. ( http://it.wikipedia.org/wiki/Open_source ).
    Un saluto e auguri di buone feste 🙂
    Cesare

  • Conte Nebbia |

    Bello. E tutto questo mentre da noi si gioca a moscacieca con Sgarbi e con i suoi uranisti in mostra…

  • Marco Lupoi |

    Ciao Armando, piacere ritrovarti qui…
    La mostra al Barbican me l’avevano descritta, spero di poterla vedere presto…
    MML

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